O meglio: come sopravvivere grazie a (o nonostante) un fratello, la buona cucina e un pizzico di filosofia

Focaccia “salva pranzo”

Sono sparita di nuovo, il che non è una novità. Sono sparita a causa del lavoro (frenate gli entusiasmi: è una collaborazione di 150 ore presso la biblioteca di Filosofia) e della tesi, quella brutta cosa che mi separa dal mondo grande e cattivo. Capite dunque che mi tocca mangiare fuori di casa tutti i giorni e, come sapranno bene i frequentatori della sede della Statale di Via Festa del Perdono, il centro di Milano non è noto per la sua economicità. D’altra parte mettersi ogni sera a cucinare qualcosa per il giorno non è il massimo.

Ecco quindi la mia soluzione: una bella focaccia “multigusto” da fare la domenica, tagliare in tranci, congelare e tirare fuori quando serve.

Ingredienti

  • 1 kg di farina 00;

  • 25 g di lievito di birra;

  • 170 g circa di latte (tiepido!);

  • 1 cucchiaino abbondante di zucchero;

  • 100 g di olio di oliva;

  • 3 cucchiaini abbondanti di sale;

  • Acqua (a occhio erano circa 200 g);

  • Farina per impastare;

  • Acqua e olio per l’emulsione;

  • Ingredienti a piacere.

Procedimento

Prima di tutto sciogliete il lievito nel latte insieme allo zucchero. Il latte non deve essere di frigo ma nemmeno bollente, se non volete uccidere i batteri del lievito.

Aggiungete il beverone alla farina, versate un po’ di acqua tiepida e cominciate a impastare. Quando la farina comincerà a raggrumarsi e sarà umida, solo allora aggiungete sale e olio. Questi ultimi inibiscono infatti la lievitazione, è meglio quindi evitare di buttare tutto insieme. Se avete tempo (e voglia) la cosa migliore sarebbe addirittura preparare l’impasto senza olio né sale e, dopo un paio di ore di lievitazione, aggiungere i magnifici due a far ri-lievitare il tutto per quattro o cinque ore.

Aggiungete ancora un po’ di acqua e impastate finché non avrete ottenuto un impasto liscio e morbido. Spalmate un po’ di olio sulla superficie della palla per evitare che si secchi e coprite con un canovaccio umido. A questo punto andate in palestra, studiate, giocate, fatevi insomma gli affari vostri per quattro/cinque ore.

Stendete l’impasto su due teglie, inumiditelo con un’emulsione di acqua e olio e dimenticatevene di nuovo per tre/quattro ore.

A questo punto condite le focacce con quello che volete, alternando possibilmente farciture diverse così da avere più scelta per il pranzo.

Fate cuocere a 220° per 30 minuti circa.

Fate raffreddare bene, tagliate in tranci e congelate. Vi basterà tirare fuori un trancio la sera prima per avere il pranzo bello che pronto per il giorno dopo.

Comments on: "Focaccia “salva pranzo”" (5)

  1. Chiara said:

    La foto è il colpo di grazia…ma in tesi non potevi lavorare per creare un’esperienza sinestetica?

  2. Lukus said:

    Perchè nel disegno sembri uno dei virus di “Siamo fatti così”? 0_0

  3. Diego said:

    Incredibile. A parte qualche inopportuna complicazione nella fase ‘stendete l’impasto su due teglie’… sembra che ci sia riuscito! Grazie mille per la ricetta! ^___^

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